
Due soluzioni tecnologiche simili all’apparenza, ma rigidamente separate a livello normativo ed Ecodesign dal portale GSE.
Questo è il messaggio reale che ho ricevuto proprio oggi da un collega termotecnico. È un dubbio legittimo, estremamente comune, in cui decine di progettisti e installatori continuano a sbattere la testa ogni giorno al momento di inserire la pratica.
A dire il vero, chi ha acquistato la versione professionale del mio Simulatore CT3 e fa parte della nostra Community Telegram riservata, conosceva già perfettamente la risposta ed era al riparo da brutte sorprese da parecchio tempo. Ma visto che sul mercato regna ancora moltissima confusione su questo specifico aspetto, ho deciso di pubblicare questo articolo per fare chiarezza una volta per tutte.
Se ti occupi di progettazione o installazione di impianti di climatizzazione, c’è un dettaglio tecnico del Conto Termico 3.0 che rischia di far respingere le tue pratiche e azzerare gli incentivi dei tuoi clienti, anche se hai in mano una dichiarazione ufficiale firmata dal costruttore.
Stiamo parlando del limite dei 12 kW termici nominali e della netta separazione che il GSE applica a portale: sotto i 12 kW si possono fare solo condizionatori di tipologia Split/Multisplit o Fixed double duct (le macchine a doppio condotto senza unità esterna); sopra i 12 kW si sbloccano esclusivamente i sistemi VRF/VRV e i condizionatori da tetto (Rooftop). Una distinzione rigida, arrivata a chiarimento in un secondo momento, che ha colto di sorpresa l’intero settore, produttori compresi.
Nel mio Simulatore CT3 questa logica è stata implementata in modo rigoroso e spiegata chiaramente con appositi promemoria integrati nel form, così da farti da scudo e aiutarti a non commettere errori bloccanti prima del caricamento della pratica.
L’Ipotesi Iniziale di Assimilazione (e come è andata a finire)
Nelle prime fasi di studio del D.M. 7 agosto 2025 (il decreto del Conto Termico 3.0), molti addetti ai lavori — e io stesso nello sviluppo iniziale del mio simulatore — avevano ipotizzato una logica di assimilazione. Sembrava ragionevole pensare che, a fronte di caratteristiche tecnologiche e costruttive analoghe, i sistemi Split di grande potenza potessero essere assimilati ai VRF, e che viceversa i piccoli “Mini-VRF” di potenza inferiore ai 12 kW potessero essere ricondotti alla disciplina degli Split.
Questa ipotesi, tuttavia, si è scontrata con la dura realtà del Portaltermico e con i chiarimenti ufficiali emessi successivamente dal GSE.
Durante il webinar istituzionale del 3 febbraio 2026 dedicato al Titolo III del Conto Termico, l’Ing. Michele Rosati (referente della funzione Conto Termico del GSE) ha spazzato via ogni dubbio, sancendo la presenza di una vera e propria «tagliola» invalicabile a quota 12 kW:
“Nel conto termico attuale noi andremo ad ammettere solo la tipologia split multisplit minore uguale a 12 kW termici… per i VRF invece avremo pompe di calore ammissibili solo sopra i 12 kW. Questo dipende dalla normativa europea, in particolare la regolamentazione Ecodesign che pone dei requisiti minimi e quindi dei requisiti di elegibilità solo per potenze così distribuite.”
La Causa Tecnica: I Regolamenti Ecodesign ErP
Il motivo per cui il GSE ha le mani legate e non può ammettere deroghe o assimilazioni risiede nel fatto che il Conto Termico 3.0 si aggancia in modo indissolubile ai Regolamenti Europei sull’Ecodesign (ErP). In particolare:
- Regolamento (UE) 206/2012 (fascia ≤ 12 kW): si applica ai condizionatori d’aria sotto i 12 kW. Ad esso il decreto aggancia esclusivamente le tipologie commerciali Split/Multisplit e i Fixed double duct (doppio condotto). L’efficienza viene calcolata tramite lo SCOP con curve di carico specifiche.
- Regolamento (UE) 2281/2016 (fascia > 12 kW): si applica ai sistemi di riscaldamento ad aria superiori a 12 kW. Ad esso il decreto aggancia tassativamente le tipologie commerciali VRF/VRV e Rooftop. L’efficienza stagionale (ηs) viene calcolata in laboratorio con metodi e temperature nominali completamente differenti.
Di conseguenza, i metodi di misura delle prestazioni sono incompatibili. Una macchina non può “saltare” da una categoria all’altra perché il suo test di laboratorio originario risponde ad un regolamento europeo preciso, che dipende unicamente dalla sua potenza termica nominale (Prated).
⚠️ Fare molta attenzione alle Dichiarazioni dei Costruttori
Questo scenario impone una grandissima attenzione per te che firmi il progetto. Poiché il GSE ha chiarito ed esplicitato questa interpretazione letterale e rigida solo di recente, all’effettiva apertura del Portaltermico pochi mesi fa, i produttori di climatizzatori si sono trovati di fronte a regole diverse da quelle inizialmente ipotizzate.
Molti costruttori, infatti, avevano preparato e diffuso le Dichiarazioni di Conformità per il Conto Termico dei loro apparecchi basandosi sulla prima stesura del decreto e su una logica di assimilazione che sembrava naturale. Di conseguenza, oggi sul mercato si verifica questo disallineamento temporaneo:
- Si trovano dichiarazioni ufficiali di produttori che indicano come “idoneo come VRF” un sistema (es. un mini-VRF) con potenza di 8 o 10 kW.
- Si trovano dichiarazioni per sistemi Split commerciali da 14 o 16 kW marchiati come “idonei come Split”.
Il punto fundamental che devi tenere presente è che sul Portaltermico reale del GSE si possono fare solo con Split/Multisplit (e Fixed double duct) le categorie sotto i 12 kW, e solo con VRF/VRV (e Rooftop) le categorie sopra i 12 kW. Stop.
Se provi ad inserire a portale uno Split commerciale da 14 kW, il sistema andrà in errore o non troverà corrispondenza per quella potenza sotto l’inquadramento Split. Allo stesso modo, un VRF da 8 kW non troverà corrispondenza sotto la voce VRF perché per quella fascia il portale accetta esclusivamente l’inquadramento Split/Multisplit o Fixed double duct. Non si tratta di una mancanza dei produttori, ma di una presa di posizione letterale del GSE che ha cambiato le carte in tavola all’ultimo minuto.
Fidarsi ciecamente della sola dichiarazione del costruttore, senza fare questo cross-check preventivo sulla potenza reale e sulle rigide griglie del portale, ti espone al rischio di veder bloccata o respinta la pratica per un errore di inquadramento formale.
Come il Mio Simulatore Risolve il Problema alla Radice
Dopo aver analizzato i chiarimenti del GSE e aver eseguito le prime prove empiriche di inserimento direttamente sul nuovo Portaltermico reale, ho adeguato e blindato il codice del mio Simulatore CT3 proprio per riflettere all’istante questo comportamento.
Non mi sono limitato a scrivere formule teoriche, ma ho ricreato l’esatta logica della tendina del portale ufficiale del GSE:
- Se nel simulatore inserisci una pompa di calore aria/aria con una potenza di esempio di 8 kW (quindi sotto la soglia dei 12 kW), nella tendina avrai a disposizione esclusivamente le opzioni Split/Multisplit e Fixed double duct.
- Se inserisci una macchina con una potenza di esempio di 14 kW (quindi sopra la soglia dei 12 kW), la tendina si adeguerà mostrando esclusivamente le opzioni VRF/VRV e Rooftop.
- Se provi a modificare la potenza in un secondo momento scavalcando la soglia dei 12 kW, l’app resetterà all’istante la selezione della denominazione commerciale, costringendoti a selezionare la voce corretta per la nuova fascia.
Inoltre, ho inserito una piccola nota informativa integrata direttamente nel form dell’app che avvisa il progettista al volo del motivo di questa restrizione, salvaguardando la compilazione da qualsiasi errore involontario.
In questo modo, se un prodotto non è allineato con la tagliola del GSE, il simulatore te lo segnala prima che tu possa fare passi falsi, evitando di farti perdere tempo con pratiche destinate a fallire sul portale reale.
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